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di FABIO ROSSI
Chi è rimasto a Roma ad agosto si guardi bene dal commettere infrazioni
al Codice della strada. È partito in anticipo, infatti, l’adeguamento
delle spese di procedimento e di notifica a danno di chi viene multato.
La delibera 516, che aveva suscitato le perplessità e le proteste degli
stessi sindacati dei vigili, è stata approvata dalla giunta comunale,
ed è immediatamente eseguibile. Ai comandi della polizia municipale è
arrivata la comunicazione di servizio con i nuovi tariffari: chi si vede
recapitare una contravvenzione a casa dovrà pagare 10,65 euro per
l’accettazione (prima erano 3,85).
La tariffa aumenta a 23 euro per chi riceve verbali che riguardano altri
illeciti amministrativi. In caso di contestazione immediata la persona
multata dovrà pagare 3,20 euro, come spesa per il procedimento. Queste
tariffe saranno valide per un periodo massimo di 24 mesi. Quindi saranno
aggiornate sulla base degli ultimi dati statistici, gestionali e di
bilancio.
Il provvedimento incontra reazioni molto critiche da parte dei sindacati
della polizia municipale, che lo definiscono «una decisione unilaterale
e presa con un’urgenza inspiegabile». Alla base delle perplessità
degli uomini in divisa c’è il timore di una futura privatizzazione
del servizio. Attualmente la notifica è gestita dagli stessi vigili,
per i quali rappresenta una fonte di lavoro straordinario.
«Gli assessori Causi, Cioffarelli e Gramaglia si erano impegnati a
riaggiornare il tavolo di trattativa sull’ufficio contravvenzioni il 9
settembre», tuona Gabriele Di Bella, segretario romano del Sulpm.
«E invece - continua - la giunta ha deliberato l’assurdo aumento
delle spese di notifica delle multe, quasi aspettando la partenza per le
vacanze dei romani per mettere in atto la stangata di Ferragosto. Uno
scenario da prima Repubblica».
Sbalordito anche Mauro Ferrari, della Cgil. «Si tratta di un atto
unilaterale inconcepibile - dice - che anticipa la ripresa del tavolo
delle trattative. Noi siamo sempre pronti a discutere con
l’amministrazione, ma non con questi colpi di mano». E a settembre,
sottolinea Ferrari, «arriveranno iniziative di protesta».
Il Sulpm, dal canto
suo, annuncia per il 9 settembre «un forum con le associazioni dei
cittadini e dei consumatori, per contrastare questa delibera in tutte le
sedi giuridiche e fornire nomi e cognomi di chi, in questi anni, è
stato artefice della gestione fallimentare dell’ufficio
contravvenzioni».
Sul fronte dei consumatori, parla il segretario dell’Aduc, Primo
Mastrantoni: «La giunta comunale, di centrosinistra, quando si tratta
di soldi si comporta esattamente come il governo, ma in questo caso
nessuno protesta».
Dal Campidoglio si ricorda che, come aveva già spiegato l’assessore
al bilancio Marco Causi, «si tratta di un atto dovuto, già stabilito e
attuato in altre grandi città come Milano e Genova, che pone le spese
di gestione delle contravvenzioni a carico di chi le commette, non della
collettività».
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